Un rapper, un deli del 1888, una nuova generazione del cibo. Cosa abbiamo visto a Katz’s il 14 maggio.

La sera del 14 maggio 2026, alle 23:00, Action Bronson è salito su un palco improvvisato sul bancone di Katz’s Delicatessen, Lower East Side, 205 East Houston Street. Lo affiancava la sua band, The Human Growth Hormone: dieci elementi. Davanti, 400 persone in piedi, biglietti sold out in quattro minuti. Sul soffitto da cui penzolano gli appendisalumi del 1888, le luci di scena di un concerto. In platea, pastrami servito su carta gialla. Sul palco, un rapper del Queens che debutta dal vivo il suo ottavo album, Planet Frog. Tutto verificabile, ripreso, archiviato. Non un evento privato. Un punto di svolta culturale.

Per chi guarda il food dall’Italia con gli occhi giusti, questa serata vale una tesi di laurea sulla nuova condizione del cibo.

Due culture popolari si riconoscono

Action Bronson, all’anagrafe Ariyan Arslani, viene dal Queens. Padre albanese, madre americana ebrea. Ex chef di cucina di linea, ha lavorato anche allo stadio dei New York Mets, al Citi Field. Le sue prime canzoni le ha scritte fra una pentola e l’altra. La cucina lo ha formato prima del rap. Il rap, quando è arrivato, era già pieno di cucina: liste della spesa, tecniche di taglio, salse riconosciute al millimetro, ristoranti citati per nome e per riga di servizio.

Katz’s è sull’altro lato della città ma sullo stesso lato della storia. Fondato nel 1888 da immigrati ebrei russi, è il deli più famoso d’America. Il pastrami che gli ha fatto fare la storia non è nato come comfort food per turisti: era cibo di sopravvivenza per operai, costruito sui tagli che nessun altro voleva, salati, affumicati, lasciati riposare giorni. Cucina di necessità che è diventata cultura. Cibo da strada che è diventato monumento.

Quando Bronson sale sul palco di Katz’s, non fa una cosa bizzarra: fa una cosa esatta. Due tradizioni di immigrazione, due cucine di sopravvivenza, due forme d’arte popolari nate ai margini e poi diventate identità di città, si riconoscono. È lo stesso codice culturale che riemerge, novant’anni dopo, in due linguaggi diversi.

Il primo creator che ha costruito un mondo sul food

Quello che rende Bronson un caso a parte non è il singolo show. È l’universo culturale completo che ha costruito intorno al cibo. Si chiama Baklava — dal dolce mediorientale, omaggio alle origini albanesi del padre. È il marchio di tutto.

Dentro Baklava c’è:

  • Una serie storica di collaborazioni con New Balance iniziata nel 2022, oggi tra le più desiderate nel mondo sneaker. Modelli ormai entrati nel canone: 990v6 «Baklava», «Lapis Lazuli», «Ainõzama»; 1906R «Rosewater», «Scorpius», «Medusa Azul»; FuelCell Rebel v4 «Foxtrot»; M10 Minimus Trail «Pluto». Nel 2025 il «Baklava Megastore» a SoHo ha riproposto in tre giorni l’intera serie collaborativa.
  • Baklava Performance Collection: una linea di abbigliamento sportivo lanciata in coincidenza con la maratona di New York 2024, dove Bronson e New Balance hanno organizzato uno shakeout 5 km pre-gara.
  • Baklava Flea Market: mercatini in cui convivono vinili, abbigliamento, food, arte.
  • Chumbeh Dinner Series: cene-spettacolo che fanno della tavola un palco.
  • Fuck, That’s Delicious: la sua serie food cominciata su Vice nel 2014, oggi un format culturale a tutti gli effetti.
  • Pittura neo-espressionista: tutta sua. Gli artwork degli album, compreso quello di Planet Frog, sono dipinti da lui.
  • Due milioni di follower sul profilo Instagram @bambambaklava.

«Voglio mostrare gli accoppiamenti strani della vita. È tutto gastronomia», ha detto Bronson in un’intervista. La parola scelta vale più di un manifesto: gastronomia non come settore alimentare, ma come linguaggio dell’esistenza. Una grammatica che mette in relazione cose che non si parlavano: il rap e il pastrami, le sneaker e la pittura, lo sport e la cena. Bronson non è «un rapper che cucina», né «un cuoco che canta». È una nuova figura: un creator che ha trasformato il cibo in chiave d’accesso a tutto il resto della cultura.

Musica, lifestyle, moda, sport, arte visiva, cibo. Sono diventati la stessa cosa. Action Bronson lo sa. Katz’s lo sa. È questa la New Food Generation.

Perché racconta qualcosa di noi

Il punto, per chi lavora sul cibo in Italia, non è imitare Action Bronson. Sarebbe inutile e francamente imbarazzante. Il punto è capire cosa rende possibile questa serata a Katz’s e sapere riconoscere quando un fenomeno simile chiede di nascere anche da noi — in forme nostre, in luoghi nostri, con voci nostre.

Quella serata è stata possibile perché una persona sola ha avuto la lucidità e la disciplina di trattare il cibo come materiale culturale al pari della musica, dell’arte, della moda. Non come argomento di nicchia per fanatici di ristoranti. Non come contenuto Instagram per appassionati di colazioni. Materiale culturale, cioè: capace di parlare con chi non si occupa di food, di entrare in collaborazioni che sembrano impossibili, di stare al tavolo con artisti, sportivi, designer, comunità di quartiere, marchi globali e luoghi storici. Con dignità da pari, non da invitato.

In Italia abbiamo materie prime per farlo come pochi al mondo: una memoria gastronomica popolare profondissima, una rete capillare di cucine di sopravvivenza diventate cultura (le trattorie di quartiere, le pasticcerie di paese, le osterie di provincia), e un’enorme generazione di persone sotto i quarant’anni che hanno il piede in più mondi — musica, design, moda, food, arte — e cercano qualcuno che metta insieme le tessere. Manca, ancora in larga parte, la voce che lo dichiari. Manca chi tratti il cibo italiano contemporaneo come il pastrami di Katz’s: con la stessa dignità di forma popolare alta. Senza retorica, senza folclore, senza nostalgia da ufficio promozione.

Quando arriverà la nostra versione di quella serata — un nostro Action Bronson sul bancone di una pasticceria storica di Napoli, di una panetteria di paese in Sicilia, di un’osteria di Trastevere — non sarà una stranezza. Sarà il riconoscimento, anche da noi, di una cosa semplice: il cibo non è mai stato soltanto cibo, ma adesso non può più fingere di esserlo.

Questa è la New Food Generation. E noi, di Umami, siamo qui per raccontarla.

Fonti

  • Brooklyn Vegan, Action Bronson played Katz’s Deli (pics), 15 maggio 2026.
  • Misguided Spirits, reportage dal vivo dell’evento di Katz’s Delicatessen, maggio 2026.
  • NY Music, Action Bronson brings Planet Frog to Le Poisson Rouge this summer, giugno 2026.
  • Bandsintown, Jambase, Shazam, conferma dell’evento del 14 maggio 2026, ore 23:00, presso Katz’s Delicatessen.
  • Sneaker Freaker, A Comprehensive History of Action Bronson’s New Balance Collaborations.
  • Hypebeast, Action Bronson’s BAKLAVA Activewear Brand First Lookbook, novembre 2024.
  • Highsnobiety, Action Bronson’s Sportswear Brand Goes Beyond Wild New Balance Sneakers, novembre 2024.
  • Complex, Action Bronson Baklava Megastore New Balance Restock, aprile 2025.
  • StupidDOPE, Action Bronson & New Balance Push the Limits with Baklava Performance Collection, ottobre 2024.
  • Account Instagram @bambambaklava.

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